Contenuti digitali: polemiche per Facebook e Pornhub

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I Social Network hanno permesso di far rincontrare amici che non si vedeva da tempo, ma ha avuto anche i suoi lati negativi. La massiccia esposizione pubblica delle proprie immagini personali, delle storie ha fatto sorgere dei problemi di sicurezza. I contenuti digitali da postare andrebbero vagliati con cura. Piattaforme come Facebook e Pornhub ma non solo sono sotto attacco da anni proprio per via dei milioni di video e delle immagini.

Contenuti digitali: che cosa ha detto Evelyn Douek?

La settimana scorsa Evelyn Douek docente di Harvard che studia comunicazione on-line, ha parlato a OneZeros’ Will Oremus di una crescente ondata di polemiche all’interno di piattaforme diverse come Peloton, Pornhub, Facebook e YouTube. Peloton ha rimosso gli hashtag QAnon per contenuti incitanti all’odio e alla violenza. Pornhub ha un serio problema di pornografia infantile che è profondamente preoccupante, e non c’è abbastanza spazio in questo articolo per elencare i problemi con gli altri due ma che si possono immaginare. “Se hai intenzione di avere utenti che generano contenuti, avrai utenti che generano contenuti dannosi”, ha detto Douek. Poi Douek ha continuato dicendo: “Le risposte ai problemi sono diventate prevedibili e per certi versi inefficaci”.

Contenuti digitali: la teoria della enfatizzazione della polemica sui social

Douek ha sviluppato una teoria in quattro punti per descrivere il ciclo delle polemiche che nascono, crescono e muoiono sui mezzi di comunicazione. Ora vi elencheremo tutti i punti.

  1. Qualcuno, spesso un attivista o un giornalista trova contenuti ripugnanti sulla piattaforma X.
  2. Il tutto diventa uno scandalo e la pressione aumenta man mano che vengono scoperti altri contenuti simili.
  3. La piattaforma alla fine interviene, ma lo fa in modo casuale e istintivo, orientato a risolvere il problema della rimozione piuttosto che i problemi sottostanti.
  4. Presto o tardi il suo approccio incoerente alla moderazione scatena una nuova reazione.

Ma la prevedibilità dei problemi di moderazione dei contenuti non significa che possano essere ignorati ovviamente. Douek suggerisce un paio di approcci per un ecosistema online più sano: maggiore trasparenza dalle piattaforme e pensiero a lungo termine per politiche che saranno costantemente attuabili.

Leggi anche: La moderazione dei contenuti online: Facebook, Pornhub e Peloton

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