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Dopo 30 anni il mago più ironico dell’era Amiga ritorna: “Simon the Sorcerer Origins” arriva il 28 ottobre. Prequel disegnato a mano, doppio sistema di controllo e nuovi progetti di Smallthing Studios.
C’è un incantesimo che torna a brillare. Simon the Sorcerer rinasce con Simon the Sorcerer Origins, prequel ufficiale dell’amato classico anni ’90 per PC e Commodore Amiga. A guidare il progetto è Smallthing Studios, team con sede creativa a Chiavari (Liguria), che dopo cinque anni di sviluppo—e la creazione di un engine proprietario—ha ottenuto la fiducia e la collaborazione dei fratelli Simon e Mike Woodroffe, autori dell’originale. L’uscita è fissata al 28 ottobre su PC, Mac, PlayStation, Xbox e Nintendo Switch.
Un ponte tra epoche: fedele alle radici, moderno nel design
Alla regia ci sono Massimiliano Calamai (founder e game director) e Fabrizio Rizzo (lead game designer e narrative designer), veterani con oltre trent’anni di esperienza. L’obiettivo: onorare il punta e clicca classico senza rinunciare a linguaggi, ritmi e accessibilità contemporanei.
- Ambientazione: poco prima degli eventi del primo capitolo, con una prospettiva inedita che ricollega direttamente i fili della storia.
- Direzione artistica: stile interamente disegnato a mano, con illustrazioni e animazioni che fondono estetica tradizionale e sensibilità moderna.
- Il protagonista: Simon è sempre il mago ribelle e sarcastico che ricordiamo, ma con sfumature emotive più mature che ampliano il suo arco narrativo.
- Gameplay: doppia via, punta e clicca classico oppure controllo diretto—scelta pensata per rispettare la tradizione e adattarsi a ogni piattaforma.
Smallthing Studios: un hub creativo che guarda lontano
L’annuncio di Origins è stato accompagnato da una roadmap che conferma ambizione e respiro internazionale dello studio:
- Remake ufficiale del primo Simon the Sorcerer, rilettura fedele ma rinnovata nello stile artistico.
- Sword of Sodan 2: seguito del celebre titolo Amiga del 1988, per riportare l’azione old school ai tempi moderni.
- Where the River Dies: walking simulator dall’alta intensità emotiva, un viaggio tra amicizia, speranza e perdita verso la misteriosa “Foce”.
- 14:18: horror psicologico dal tono biblico e regia cinematografica, pensato per un pubblico maturo.
Perché aspettarlo
“Origins” promette di riaccendere la nostalgia senza restare prigioniero del passato:
- un mondo disegnato a mano che restituisce il fascino artigianale dell’era Amiga;
- una scrittura brillante, capace di alternare ironia e profondità;
- una scalabilità di comandi che rende il genere accessibile a nuove generazioni di giocatori.



