Auto a guida autonoma: lo sviluppo va a rilento

Dopo uno slancio iniziale, i progetti di sviluppo delle auto a guida autonoma hanno subito dei rallentamenti. Nel 2021 infatti non ci sarà il via libera ai primi modelli su strada e nemmeno ai robotaxi.

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Difficoltà nello sviluppo della guida autonoma.

Il 2021 era stato da più parti indicato come l’anno della svolta dei trasporti. Doveva essere il momento del debutto delle auto a guida autonoma che, dagli Stati Uniti, sarebbero poi approdate in Gran Bretagna, con Londra già pronta a far scattare i suoi avveniristici robotaxi. Invece quasi certamente tutto ciò non accadrà. Il 1° gennaio infatti non è scattata la rivoluzione tecnologica dei veicoli e, anzi, adesso sono molti gli addetti ai lavori ad ammettere che c’è stato un rallentamento nello sviluppo dei vari programmi attivati in questi ultimi anni.

Nelle battute finali del 2020 ha destato preoccupazione la notizia della vendita di Uber della sua divisione per la guida senza conducente ad Aurora; un’operazione finanziaria del valore di 4 miliardi di dollari circa. L’amministratrice delegata Dara Khosrowshahi ha provato a placare le proteste affermando che la sua azienda di servizi per trasporti privati non avrebbe abbandonato del tutto il progetto, sottolineando l’importanza di questa tecnologia che sarà una delle poche in grado di assicurare “mezzi di trasporto sicuri, accessibili e rispettosi dell’ambiente”. Nonostante ciò, sono rimaste diverse perplessità. E sono molti gli esperti che ora stanno frenando gli entusiasmi del passato.

Auto senza conducente: tanti progetti rimandati.

Il giornale britannico The Guardian ha contattato il professor Nick Reed, il quale si è occupato in prima persona di alcuni test relativi alle auto a guida autonoma. Questi, in effetti, ha ammesso che che “le prospettive sono cambiate dal 2015”, poiché nel frattempo sono emerse alcune difficoltà e degli ostacoli difficili da superare. Lo studioso ha comunque aggiunto che entro i prossimi cinque anni si potrebbero cominciare a vedere in autostrada, su delle apposite corsie segnalate, delle vetture senza conducente, mentre per l’utilizzo in città bisognerà attendere ulteriormente.

Comunque Reed è convinto che questa tecnologia non verrà messa in disparte e che prima o poi verrà introdotta a tutti gli effetti perché tra i maggiori vantaggi che garantisce c’è quello della sicurezza, ovvero una sensibile riduzione degli incidenti stradali.

Le principali difficoltà dello sviluppo delle auto a guida autonoma

In questi ultimi anni ci sono stati alcuni imprevisti che hanno contribuito ad un rallentamento di diversi progetti di auto a guida autonoma. Tra questi c’è stato Waymo, firmato da Google, che dopo l’entusiasmo iniziale non ha fatto più segnare grandi progressi. Nonostante ciò, da Mountain View hanno comunque comunicato che “a breve termine” dovrebbero arrivare i primi taxi senza autista, anche se nella sua prima fase l’iniziativa dovrebbe coinvolgere soltanto la città di Phoenix, in Arizona.

Diversa invece la situazione per altre aziende. Com’è accaduto con Uber, anche Addison, dopo essersi posta degli obiettivi ambiziosi, stringendo un accordo con Oxbotica nel 2018 per produrre i primi robotaxi nel 2021, ha fatto dietrofront. La società ha infatti rinunciato all’intesa e ne ha lasciato la gestione ad un’altra azienda. Anche Ford ha annunciato che i suoi taxi automatizzati arriveranno probabilmente nel 2022.

ford auto a guida autonoma
Ford: i taxi-robot attesi per il 2022.

Alexandra Smyth, responsabile del dipartimento guida autonoma della Royal Academy of Engineering, ha affermato che si stanno verificando dei passi in avanti, grazie anche alla collaborazione fra il settore della tecnologia e quello della politica che si prepara ad intervenire con normative ad hoc per regolamentare l’uso dei rivoluzionari veicoli. Tuttavia, secondo lei attualmente uno dei problemi principali da risolvere è quello della “fiducia del pubblico”.

L’opinione pubblica ha cominciato a dubitare delle auto a guida autonoma quando sono emerse le notizie dei primi incidenti. Nel 2018, ad esempio, in Arizona una vettura robotizzata di Uber travolse e uccise un pedone. Dunque, nei sondaggi sono in aumento le persone che affermano che difficilmente rinunceranno a mettersi alla guida per affidare il volante esclusivamente a delle macchine-robot.

Pilotare un drone con muscoli e sensori

Probabilmente in futuro ci saranno eccome le auto a guida autonoma (cosi come è accaduto per tante altre innovazioni fino a qualche anno fa impensabili, come ad esempio i telefoni cellulari) ma sembra che al momento i tempi non siano ancora maturi non solo per quanto concerne i ritardi dei vari progetti in corso, ma anche per l’utenza globale che non appare ancora pronta ad accettare l’idea di poter entrare in un’automobile senza un conducente fisico, potendosi sentire tranquilla e al sicuro sulla strada.

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