Vertigo di Alfred Hitchcock: un’esperienza tra follia e realtà

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Il nome di Alfred Hitchcock è sempre una garanzia. Se collegato ad un videogioco, non può essere altro che sinonimo di qualità. Conosciamo Vertigo.

Vertigo, di cosa si tratta?

Il gioco è sviluppato da Pendulo Studios, e sarà lanciato il prossimo anno su pc, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X/S, console Xbox One e Nintendo Switch. L’annuncio è stato dato due giorni fa, nella vetrina di Guerrilla Collective, dall’editore francese Microids.


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La trama

Ed Miller è uno scrittore, ed è uscito illeso da un incidente d’auto nel Brody Canyon, in California. Nonostante sia stato ritrovato da solo, e non ci sia ombra di nessun altro all’interno della vettura, Miller sostiene che con lui viaggiassero la moglie e la figlia. Il trauma è inevitabile, e lo porta a soffrire di forti vertigini. Toccherà alla terapia aiutarlo a comprendere cosa è successo davvero.

Vertigo, dal film al gioco

Se siete appassionati di Alfred Hitchcock sapete che Vertigo è il titolo di un suo film del 1958. È lo stesso Josué Monchan, Narrative Designer di Pendulo Studios, a spiegare di essersi ispirato alla pellicola. “Ovviamente, il film di Alfred Hitchcock è stato una delle principali fonti di ispirazione, dai temi del gioco, alla narrazione o alle tecniche visive usate, che rispecchiano chiaramente quelle cinematografiche ricorrenti del maestro. Ma non è il nostro unico quadro di riferimento. Ad esempio, il fatto che la terapia sia al centro della narrazione riecheggia Spellbound, e alcuni personaggi assomigliano ai protagonisti di Rebecca, Psycho e molti altri”.

Caratteristiche e teaser

La prima è sicuramente la storia, basata su ossessione, memoria, manipolazione e follia. La seconda la potente esperienza narrativa, che rende omaggio alle tecniche del grande thriller. La terza l’indagine attraverso la visione di tre personaggi, ognuno con la sua storia da raccontare. E infine l’esplorazione di diverse linee temporali per controllare gli eventi, separando la realtà dai ricordi ingannevoli.

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