Perlmutter nella Top10 dei supercomputer più potenti al mondo

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Forse conoscerete la classifica dei supercomputer più potenti del mondo, aggiornata regolarmente. Ebbene, nella Top10 di giugno vediamo l’ingresso di Perlmutter.

Quali sono le caratteristiche di Perlmutter?

Questo sistema è ospitato al NERSC (National Energy Research Scientific Computing Center) del Lawrence Berkeley National Laboratory del Dipartimento dell’Energia Statunitense, ed entra dritto al quinto posto della Top10. È basato sulla piattaforma HPE Cray Shasta, a sua volta basato su CPU AMD EPYC e 1536 acceleratori Nvidia A100. In questo modo, Perlmutter può raggiungere una potenza di 64,6 petaflop/s.


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Il supercomputer più veloce al mondo

Sulla vetta di questa classifica rimane stabile il giapponese Fugaku, con 442 petaflop/s, rilevati con il benchmark HPL. La sua elevata posizione è merito degli oltre 7,6 milioni di core custom ARM A64FX, realizzati da Fujitsu. C’è chi pensa che Fugaku possa già essere definito il primo computer exascale, in grado di garantire prestazioni di un exaflop/s (cioè mille petaflop/s). Grande è il distacco con il secondo classificato, lo statunitense Summit, con i suoi 148,8 petaflop/s.

Novità da tenere d’occhio

La cosa che salta all’occhio di questa nuova classifica è la crescita importante di AMD. Infatti, dal novembre 2020 al giugno appena trascorso il numero di sistemi AMD nella Top500 è più che raddoppiato, dai precedenti 21 agli attuali 49. Se invece prendiamo in esame la lista del giugno 2020, possiamo renderci conto che l’aumento è molto più imponente, cinque volte di più (da 10 a 49).

AMD in salita

Nella Top10 al momento possiamo trovarne tre: uno è appunto il Perlmutter già citato. Al sesto posto c’è Selene (EPYC 7742) e all’ottavo JUWELS Booster Module (EPYC 7402), tutti e tre coadiuvati da acceleratori Nvidia A100. Se parliamo del nostro Paese, infine, al nono posto di è piazzato l’HPC5 di Eni, soluzione Dell EMC PowerEdge C4140 con CPU Intel Xeon Gold 6252 e acceleratori Nvidia Tesla V100, per una potenza di 35,5 petaflop/s.

La Cina in calo

Da segnalare è anche il calo generale dei sistemi cinesi nell’intera Top500, dai passati 212 agli odierni 186. I motivi non sono noti, ma sicuramente la Cina rimane ugualmente un passo avanti rispetto agli Stati Uniti, che sono fermi a 123 sistemi con un aumento di appena 10 dalla precedente classifica. Il gigante americano però si fa valere in termini di potenza complessiva, con 856,8 petaflop/s contro i 445,3 dei supercomputer cinesi.

Potenza uguale efficienza?

Non sempre. La prova è nella lista parallela, denominata Green500 che non vede al primo posto Fugaku, ma MN-3, sistema di Preferred Networks giapponese. I suoi 28,7 gigaflops/watt lo pongono davanti all’HiPerGator AI della University of Florida. Anche qui però ritroviamo Perlmutter, al sesto posto per efficienza con i suoi 25,55 gigaflops/watt e al quinto per potenza.

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